zero.eu, novembre 2012
Prospettiva 2012-13

Da festival a stagione

Disoccupato? No, solo un po’ choosy. Squattrinato? Meglio “economicamente alternativo”. Senza casa e senza mutuo? Libero dalla tirannia delle banche.
In fondo è tutta questione di prospettive. Prospettive che cambiano, a volte all’improvviso, e se la flessibilità è la virtù di questi anni, è bene imparare ad adattarsi.
Come ha fatto il Teatro Stabile di Torino. Non ci sono i soldi per il festival? Lo trasformiamo in una stagione. O meglio, una sotto-stagione che intervalla il tradizionale cartellone con una dozzina di finestre aperte sulla contemporaneità.
Si perde l’intensità dell’evento, ma si guadagna in continuità. E ci si allena a cambiar prospettiva tra un Pirandello e uno Shakespeare.

Giorgia Marino | 2011