zero.eu, novembre 2010
Viaggio al termine della notte

Elio Germano

Mi chiedevo, ma come sarà venuto in mente a Elio Germano, il fratellino perbene del borgataro Scamarcio, adorabile come un pulcino anche quando spara a zero sull’establishment, di interpretare il capolavoro maledetto di Céline, il “Proust plebeo”, il gatto randagio della cultura francese? Che dietro la barba rossiccia e gli occhioni castani nasconda un’anima sfatta di nichilista anarchico?
Be’, “quando ci sei, ci sei”, direbbe il dottor Bardamu, tragico e grottesco protagonista del Viaggio. E a celebrare questo strano matrimonio d’arte saranno le musiche di Teho Teardo, genio delle colonne sonore. A lui toccherà dar corpo all’indisciplinato jazz verbale celiniano, croce e delizia di tutti i tipografi precisini.

Giorgia Marino | 2011