Blog di Valenza Alchemica, novembre 2007
Porno-nostalgico

Torcigatti: Non c'è musica in Finlandia

Non c’è musica in Finlandia: il titolo non-sense già proietta la fantasia verso chissà quale vagheggiato eden erotico nord-europeo, fra bionde valchirie scandinave dai costumi disinibiti. Ma la storia della pornografia raccontata da Dario Benedetto e dai suoi Torcigatti ha in fondo un sapore molto più casereccio.
Si parte da lontano, da un piccolo cinema di New York dove, il 12 giugno 1972, la prima proiezione pubblica di un film a luci rosse cambiava una volta per tutte la moderna storia del costume. Subito, però, di quella svolta epocale si vanno a rintracciare le conseguenze più prossime, quelle impastate di quotidianità nostrana, di esperienza, di memoria, quelle, per intenderci, pescate dal serbatoio dei ricordi adolescenziali, riserva infinitamente feconda per il teatro di narrazione.
Ecco allora che icone internazionali come John Holmes, Linda “Gola profonda” Lovelace, Ilona “Cicciolina” Staller si mescolano con le Tv private anni Ottanta, con il sorriso zuccheroso di una Licia Colò improbabile e inconsapevole protagonista di confusi turbamenti infantili, con il compagno di scuola smaliziato che maschera le videocassette porno con titoli horror, con le diaboliche cassiere di Blockbuster (sempre donne e sempre impiccione) che vogliono assolutamente archiviare il titolo preciso del film noleggiato, ovviamente irripetibile...
Sulle note di una colonna sonora composta da Gianni Denitto, che tra sax clarinetto chitarra e percussioni offre appigli surreali alla narrazione, si procede così in una spregiudicata e liberatoria altalena tra comicità pecoreccia e intelligente ironia, tra Alvaro Vitali e Sex and the City, tra allusioni spicciole e geniali giochi di parole, filtrando cronaca giornalistica, politica, libri di storia attraverso un personalissimo, nostalgico, felliniano amarcord.

Giorgia Marino | 2011