Blog di Valenza Alchemica, novembre 2007
Posizioni inconsuete

Marco Gobetti: In ec-cesso

«Bisogna per forza mettersi in posizioni inconsuete...». Per forza. Per farsi ascoltare, per essere presi sul serio, per vincere la cortina anestetica dell’indifferenza, anche per dire banalità, ma banalità che pesino, che facciano rumore come un’esplosione.
Nei panni di jeans scolorito di un operaio esasperato dal mobbing, nauseato dalla catena di montaggio e ingannato dagli affetti, Marco Gobetti sta in equilibrio su un piede solo e racconta al pubblico del San Rocco una strana storia di rabbia e alienazione. Ha un computer palmare in una mano, un cellulare nella tasca e una bomba per cintura. Parla circondato da un recinto di carta igienica, le mura immaginarie e puzzolenti del bagno di una fabbrica: «il lavandino che gocciola sulla sinistra, l’orinatoio sulla parete di fondo. È importante che li visualizziate, perchè non conta tanto quello che dico, ma il cesso intorno». Un cesso: posizione inconsueta che l’operaio Ludovico si è andato a cercare un venerdì pomeriggio, poco prima della fine del turno di lavoro. Lì si è barricato e ci rimarrà per tre giorni; poi, se le sue richieste non verranno accettate, salterà in aria con cesso, mura e fabbrica. Perchè «uno crede sempre di dire le cose così, per dire, e invece le dice per fare...».
La bomba l’ha costruita seguendo le istruzioni di un giornale; la rabbia per farla esplodere l’ha accumulata in anni di piccoli e grandi maltrattamenti: un ec-cesso (come recita il titolo di questo inquietante ma iperrealistico monologo) di violenze psicologiche, delusioni, frustrazioni, logorio di nervi. Ha tre giorni e due notti per raccontarli, per scrivere un copione che continuamente disfa in un trita-documenti e ricompone sullo schermo del palmare, per spedire le sue parole via e.mail a qualcuno che forse ci crederà e le porterà in scena. Ha tre giorni e due notti per riprendersi la parte di protagonista della sua vita, per «smettere di bere spettacolo e dare spettacolo», per «diventare spettacolo, ritornando ad esistere».

Giorgia Marino | 2011