Ri-generazione, marzo 2007
Tutto il resto è noia

SalomèémolaS di Unoetrino

I corpi nudi ci sono, come l’anno scorso: immobili, privi di verbo, a far da scenografia vivente (si fa per dire) a un torrente incontrollato di parole. Torna anche lo specchio, questa volta un po’ defilato, ma sempre inutilizzato: lì abbandonato a suggerire, presumiamo, lo sprezzo per l’immagine e una pretesa furia iconoclasta che, di fatto, si risolve in smania inconcludente. Ci sono naturalmente i video (non male), che proiettano ombre e sberleffi dadaisti sul tema – anch’esso ricorrente – del pubblico buono solo per essere insultato.

E ci sono loro, i due terzi degli Unoetrino, protagonisti sproloquianti che sequestrano per sé l’esclusivo diritto di parola. Non declamano versi, come l’anno passato, ma continuano a fare il verso all’Avanguardia degli anni Settanta, parlandosi addosso e sopra una base pre-registrata, macinando fogli e fogli di testo in una logorrea interminabile. Il messaggio (se c’è) naufraga nella monotonia e ciò che giunge in platea è solo qualche sperduta frase pseudo-provocatoria e vaghe lamentazioni e recriminazioni più stonate che irriverenti, miste a spaghetti al sugo, uova e bicchieri lanciati dal palco a mo’ di citazione colta (Carmelo Bene, la Fura dels Baus, persino il Totò di “Miseria e nobiltà”).
Tutto il resto (ci si perdoni, a questo punto, la citazione) è noia….

Giorgia Marino | 2011